Ci sono luoghi che sembrano familiari ancora prima di visitarli. Il Mar Rosso è uno di questi. Basta pensare alle sue acque limpide, ai coralli e ai pesci che si muovono tra fondali pieni di colore. Ma questa è soltanto la parte più visibile della sua storia.
Milioni di anni fa, infatti, il paesaggio era completamente diverso. Il bacino attraversò una fase durante la quale arrivò quasi a prosciugarsi, lasciando al suo posto una vasta distesa salina. Poi l'acqua tornò. Nel frattempo, il movimento delle placche terrestri continuava lentamente a modellare l'intera regione.
Oggi questo mare copre circa 438.000 km², raggiunge profondità superiori ai 2.000 metri e bagna otto Paesi. Sotto la superficie custodisce inoltre la Barriera Corallina Egitto, uno degli elementi naturali che più caratterizzano questa parte del Paese.
1. Perché si chiama Mar Rosso?
Il nome incuriosisce da secoli. E la cosa interessante è che non esiste una sola risposta capace di chiudere definitivamente la questione.
Nel tempo sono state avanzate diverse spiegazioni. Alcune guardano alla natura, altre alle lingue antiche e altre ancora al modo in cui i navigatori indicavano questa regione sulle loro mappe.
L'acqua può davvero diventare rossastra?
Una delle teorie più conosciute chiama in causa il Trichodesmium erythraeum.
Si tratta di un cianobatterio che, in determinate condizioni, può proliferare sulla superficie creando chiazze dalle tonalità rosso-brune. Durante queste fioriture l'aspetto dell'acqua cambia e assume sfumature insolite.
È possibile che fenomeni del genere abbiano colpito gli antichi navigatori e contribuito alla nascita del nome. Non abbiamo però una certezza definitiva.
Il nome potrebbe avere un'origine linguistica?
Un'altra spiegazione parte dall'espressione ebraica yam suph, tradotta come “mare di canne”. Da qui è nata l'ipotesi di una confusione tra i termini inglesi reed e red.
La storia del nome, però, arriva molto più indietro nel tempo. La traduzione greca della Settanta utilizzava già Erythrà Thàlassa, cioè Mar Rosso. In seguito anche la Vulgata latina adottò mari Rubro.
Per gli antichi Greci, inoltre, Erythrà Thàlassa indicava un'area più vasta di quella che oggi associamo al Mar Rosso. Il nome poteva comprendere anche il Golfo di Aden, il Mar Arabico, il Golfo Persico e parti dell'Oceano Indiano.
2. Come è nato Il Mar Rosso?
Per trovare l'inizio della storia bisogna tornare indietro di milioni di anni.
Circa 30 milioni di anni fa, la placca araba cominciò ad allontanarsi da quella africana. Il movimento creò progressivamente una grande frattura e contribuì alla formazione del bacino che conosciamo oggi.
Ma la trasformazione più sorprendente sarebbe arrivata molto più tardi.
È vero che un tempo era quasi completamente asciutto?
Circa 6,2 milioni di anni fa esisteva un collegamento con il Mediterraneo attraverso un passaggio poco profondo nella parte settentrionale.
Quando il livello dell'acqua diminuì, quel collegamento si interruppe. A sud, invece, una dorsale vulcanica limitava l'ingresso delle acque dell'Oceano Indiano.
Il risultato fu impressionante: il bacino iniziò lentamente a prosciugarsi. Il processo richiese circa 100.000 anni e lasciò una vasta distesa salina.
La situazione cambiò ancora quando le acque dell'Oceano Indiano superarono la barriera meridionale e tornarono a riempire il bacino.
Di quell'evento rimane una traccia particolare: un canyon sottomarino lungo circa 320 chilometri vicino alle isole Hanish.
3. Che cosa rende speciale la Barriera Corallina Egitto?
Se la geologia racconta ciò che è successo milioni di anni fa, basta mettere la testa sott'acqua per scoprire un'altra storia.
La barriera corallina si estende per oltre 2.000 chilometri e comprende ecosistemi formatisi nel corso di migliaia di anni. È qui che il paesaggio cambia completamente: coralli, pesci e altri organismi marini creano un ambiente molto diverso da quello visibile dalla costa.
Quante specie vivono in queste acque?
Sono state identificate più di 1.400 specie di pesci e circa il 17% è endemico.
L'isolamento geografico ha avuto un ruolo importante. Lo stretto di Bab el-Mandeb crea infatti un passaggio relativamente limitato verso l'Oceano Indiano e questa particolare configurazione ha contribuito allo sviluppo di una fauna marina con caratteristiche proprie.
Anche la salinità è particolare. Supera mediamente il 40‰, mentre in molti mari aperti si aggira intorno al 35‰. A incidere sono soprattutto l'evaporazione, le precipitazioni limitate e l'assenza di grandi fiumi che possano immettere importanti quantità di acqua dolce.
Cosa si nasconde oltre ai coralli?
Non tutto ciò che si trova sul fondo è naturale.
All'ingresso del Golfo di Suez riposa il Thistlegorm, una nave mercantile britannica lunga 126 metri. Affondata nel 1941 dopo un bombardamento tedesco, oggi si trova a circa 32 metri di profondità.
Il relitto è diventato così parte del paesaggio sommerso e uno dei siti più conosciuti dagli appassionati di immersioni.
4. Quale ruolo ha avuto Il Mar Rosso nella storia?
Guardandolo oggi è facile pensare soprattutto al mare e ai fondali. Per secoli, però, è stato prima di tutto una strada.
Nell'Antico Egitto era conosciuto anche con il nome di “Verdissimo” e costituiva un collegamento importante con l'Africa orientale e la Penisola Arabica. Navi, merci e persone si muovevano lungo queste rotte molto prima dell'apertura del Canale di Suez.
Cosa cambiò con l'apertura del Canale di Suez?
Nel 1869 il Canale di Suez creò un collegamento diretto con il Mediterraneo.
Da quel momento cambiarono non soltanto le rotte commerciali. Anche diverse specie marine iniziarono a spostarsi verso il Mediterraneo attraverso il nuovo passaggio. Questo fenomeno prese il nome di migrazione lessepsiana, da Ferdinand de Lesseps.
Che rapporto esiste con il racconto di Mosè?
Nel Libro dell'Esodo viene raccontata la fuga degli Israeliti dall'Egitto sotto la guida di Mosè e il passaggio miracoloso attraverso le acque.
Il luogo preciso dell'episodio rimane oggetto di diverse interpretazioni. Tra le localizzazioni proposte figurano il Golfo di Aqaba e alcune aree di laghi e canneti nei pressi dell'istmo di Suez.
5. Cosa stanno raccontando le nuove scoperte?
La storia di queste coste continua a emergere un frammento alla volta.
Nell'antico porto di Aydhab, una missione archeologica egiziana ha individuato grandi cisterne d'acqua ed edifici di servizio medievali. Tra i reperti sono comparsi frammenti di ceramica del periodo fatimide insieme a ceramiche provenienti dalla Cina.
Sono piccoli oggetti, ma raccontano viaggi enormi. Mostrano infatti quanto fossero estesi i rapporti commerciali con India, Yemen e Africa orientale.
A Berenike sono emerse altre testimonianze curiose. Gli archeologi hanno trovato papiri contenenti lettere di centurioni romani e un cimitero di animali con centinaia di sepolture di macachi rhesus provenienti dall'India.
Anche qui il messaggio è chiaro: queste coste non erano affatto isolate. Facevano parte di una rete di scambi capace di collegare territori molto lontani.
Le ricerche continuano anche sotto il profilo geologico e marino, contribuendo a comprendere meglio sia la formazione del bacino sia la Barriera Corallina Egitto. Pasted markdown
6. Perché Il Mar Rosso è molto più di una destinazione di mare?
Spiagge, snorkeling e immersioni sono inevitabilmente una parte del suo fascino. Ma fermarsi qui significherebbe perdere buona parte della storia.
Sotto quelle acque ci sono milioni di anni di trasformazioni geologiche. Lungo le coste sono passati mercanti, navigatori e popoli diversi. Sul fondo, accanto ai coralli, si trovano relitti che appartengono a epoche molto più recenti.
È proprio questo contrasto a renderlo particolare.
In uno stesso luogo si incontrano geologia, natura, archeologia e storia. E dopo averne conosciuto il passato, anche un semplice tratto di mare acquista un significato diverso.
FAQs
1. Perché si chiama Mar Rosso?
Non esiste una spiegazione definitiva. Una delle teorie più conosciute collega il nome alle fioriture del Trichodesmium erythraeum, capaci di creare sfumature rosso-brune sull'acqua. Pasted markdown
2. Cosa rende particolare la barriera corallina?
Ospita una grande varietà di coralli e pesci, comprese numerose specie endemiche, all'interno di un ecosistema sviluppatosi nel corso di migliaia di anni. Pasted markdown
3. È vero che Il Mar Rosso si prosciugò?
Sì. Milioni di anni fa il bacino attraversò una fase di forte prosciugamento prima di essere nuovamente riempito dalle acque provenienti dall'Oceano Indiano. Pasted markdown
4. Qual è uno dei relitti più conosciuti?
Il Thistlegorm, nave mercantile britannica affondata nel 1941, si trova a circa 32 metri di profondità nel Golfo di Suez. Pasted markdown
5. Perché l'acqua è particolarmente salata?
Principalmente per l'elevata evaporazione, le precipitazioni limitate e l'assenza di grandi fiumi che immettano acqua dolce nel bacino.